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Comunicato diramato da Ordine Medici e Odontoiatri di Arezzo
Dichiarata allergia ai farmaci impone approfondimenti 22/07/2010
Tratto da Doctor news del 19 luglio 2010 "Un medico in servizio presso il pronto soccorso, praticava a una paziente in preda a gastralgia un'iniezione di baralgina, nonostante fosse stata informata dal di lei marito che era allergica ai farmaci, provocandole così uno shock anafilattico. A seguito di arresto cardio-respiratorio con conseguente ipossia cerebrale, alla signora erano residuati gravi danni neurologici permanenti, ovvero "tetraparesi spastica con incontinenza urinaria e psicosindrome organica con interessamento delle funzioni cognitive e dell'equilibrio emotivo. Ha osservato la Corte che la sussistenza della colpa grave non può essere affermata in astratto ma deve essere valutata caso per caso. Questo perchè, non ogni condotta diversa da quella doverosa implica colpa grave ma solo quella che sia caratterizzata da particolare negligenza, imprudenza o imperizia e che sia posta in essere senza l'osservanza,nel caso concreto,di un livello minimo di diligenza,prudenza o perizia. Tale livello minimo dipende dal tipo di attività concretamente richiesto all'agente e dalla sua particolare preparazione professionale, in quel settore della P.A. al quale è preposto. Applicando tali principi di carattere generale alla fattispecie concreta, si è affermata l'esistenza della colpa grave del sanitario che con negligenza ed imperizia, non accertava la sussistenza di eventuali allergie pur in presenza della dichiarazione fornita dal marito della paziente che, di per se, imponeva i necessari approfondimenti prima della somministrazione del farmaco allergizzante."
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