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Comunicato diramato da Ordine Medici e Odontoiatri di Arezzo
Odontoiatra abusivo anche senza continuità 27.1.2010
DIRITTO SANITARIO Tribunale di Cassino Odontoiatra abusivo anche senza continuità Nel giudizio si è inteso stabilire se l'attività che, in una molteplicità di occasioni, veniva sicuramente espletata dalla assistente di studio, rivestisse o meno natura di terapia medica, tale da richiedere la relativa laurea ed abilitazione nonché la ipotizzabilità di un concorso dell'odontoiatra nel delitto di esercizio abusivo per averlo consentito o agevolato. Secondo il giudice l'art. 348 c.p. delinea una norma penale in bianco, a carattere istantaneo, che si realizza con la mera abusiva esplicazione, anche episodica, di una professione per la quale sarebbe, al contrario, richiesta una speciale abilitazione. E' estraneo a tale schema qualsiasi concetto di abitualità o di permanenza del comportamento antigiuridico. Ogni singola visita, ogni intervento terapeutico, ogni controllo espletato, quindi, realizzano pienamente l'ipotizzata figura delittuosa. Nel caso concreto, sono state ricondotte nell'alveo previsionale penalmente rilevante le condotte consistite: 1. nel controllare la funzionalità di una protesi dentaria (estraendola, regolandola e riposizionandola); 2. nel togliere punti di sutura, effettuando anche la necessaria mediazione; 3. nel praticare una iniezione di antibiotico su una gengiva; 4. nel modellare un dente con del composto; 5. nel posizionare degli elastici sull'apparecchio ortodontico. (Avv. Ennio Grassini - www.dirittosanitario.net)
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